Bikes, Books, Snob.

Chi dice che Ecopony non fa spedizioni internazionali? La scorsa settimana è iniziata coi libri, da consegnare per conto di Palidano Press, una casa editrice londinese con una sede a Firenze. In due giorni 150 libri recapitati.  E’ stato curioso visitare una a una tutte le gioiellerie di Ponte Vecchio. La prossima volta puntiamo a recapitare pacchi passando dal Corridoio Vasariano.

Ci è bastato attendere un’oretta nel comodo salotto del Hotel Savoy per concludere un contratto a cinque stelle con il direttore olandese dell’Hotel di Piazza della Repubblica. Da buon olandese, non c’è stato bisogno di tanti giri di parole quando ha capito che il servizio veniva fatto in bicicletta. Senza dimenticare un paio di brevi ritiri nel Palazzo della Principessa Corsini. Noblesse oblige.

Il bello della bici è un po’ questo, ti porta in poco tempo a essere in contatto con ambienti apparentemente molto diversi. L’impegno e il divertimento, inoltre, nel fare comunicazione e marketing è grande, ma poi alle persone ci arriviamo fisicamente.

Queste e altre brevi riflessioni sono declinate in forma di racconto in un libro di un nostro collega e amico. Roberto Peja, ex-giornalista, ha pensato bene qualche anno fa di fondare con altri soci Urban Bike Messenger, una ditta di corrieri in bicicletta a Milano. Dai chilometri di pedalate che si è fatto nella Milano da bere – tra strade, clienti, gente che si muove e una città che cambia – è nato Diario di un bike messenger, edito dagli amici di Ediciclo (vedetevi anche il sito di questa casa editrice, molto interessante).

Sempre dall’esperienza di strada, Ediciclo ha dato alle stampe un altro libro. Stefano Bruccoleri è una vecchia conoscenza di Firenze. Ha vissuto in coloniche e comuni nella campagna fiorentina per anni. Una vita da “hippy contemporaneo”, per rendere l’idea (e scusandoci con lui per questa definizione banale). Spostandosi a Bologna ha vissuto ai margini, in roulotte, in tenda, in un dormitorio comunale, nelle periferie. Ha cominciato a scrivere, ma anche a pedalare e riparare biciclette. Il suo blog è diventato un libro, e ora vive a Torino dove ha avviato un’attività di riparazione di biciclette particolare: una ciclofficina itinerante. “Quando trovo una bicicletta abbandonata, mi sento come una suora di fronte a una ragazza madre”, parola di Stefano. Vi segnaliamo, tra gli altri articoli, questa bella intervista rilasciata a Radio Rai Tre.

Godetevi questo bel sole. Immaginatevi adagiati su una coltre di foglie autunnali in un parco di Firenze, leggendo un libro con un’espressione un poco snob. Bike Snob!

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