Fiorentini, l’Europa vi guarda! (e pure un po’ il Chianti…)

Fiorentini, l’Europa vi guarda. Vi sembrerà di muovervi come ogni altro giorno, magari smoccolando, visto che il moccolo è il collante che unisce pedoni, automobilisti, ciclisti, e pendolari di bus e treni. Ma se vi capitasse di incrociare personaggi in impermeabile, intenti apparentemente a leggere La Nazione lunga una pista ciclabile di Firenze, sappiate che potrebbe trattarsi di agenti dell’ECF. Spesso tradiscono il proprio travestimento dimenticandosi indosso il caschetto da ciclista. Si tratta di una delegazione dell’European Cyclists Federation, che dal 6 all’8 ottobre sarà in visita a Firenze. Che vengono a fare tra le lastre disconesse delle strade fiorentine questi colletti bianchi dei pedali, abituati ai palazzi di vetro e alle ciclabili levigate di Bruxelles? Chiedetelo al nostro Valerio Parigi, consigliere nazionale della Fiab (che aderisce a ECF, e da noi presente come FirenzeInBici); o al consigliere comunale (con delega alla ciclabilità) prof. Giampiero Gallo. Si tratta della riunione del board europeo dell’ECF, che sarà ospitata dagli affreschi di Palazzo Vecchio. E sabato mattina una biciclettata in scioltezza per le vie di Firenze, ma sempre con un occhio clinico alla segnaletica e alle condizioni stradali. Tra l’altro, segnaliamo il nuovo portale “tecnico” della FIAB sulla mobilità ciclistica. Si tratta di uno strumento a disposizione di amministratori, progettisti e cittadini con lo scopo di contribuire in Italia alla realizzazione di infrastrutture ciclabili di qualità e necessarie alla sicurezza strada.

Ma torniamo ai nostri lastricati, che noi “toscani” siamo fatti un po’ così, si preferisce pigliare buche ma non levarci quella cifra distintiva che è la ruvidezza. Ecco allora un’àncora (degna del Tg di Mentana) per almeno citare l’Eroica di domenica scorsa, alla quale hanno partecipato più di 4000 mila ciclisti (anche stranieri). Riassumiamo per i non addetti: percorsi da 38 a 205 km, prevalentemente su strade bianche (e polverose), partenza e arrivo a Gaiole in Chianti. Biciclette a abbigliamento rigorosamente d’epoca, diciamo fino ai primi anni ’90. Per i percorsi più lunghi partenza col freddo delle 5 di mattina, e arrivo sopra i 30 gradi. Tra i testimonal presenti: il grande sestese fiorentino Alfredo Martini, il californiano Paolo Bettini, e pure Moser, dopo la sua triste apparizione al Giro della Padania (altro che strade bianche, gli si augura asfalti di polenta fumante). Lungo il percorso sono stati segnalati rifornimenti a tradimento a base di ribollita e vino giusto prima di salite importanti. Altro che Chintishire e trote del Po’. Que viva Bartali!

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