Meno silicone. Più pneumatici.

Grande rispetto per i calendari da camionista e da autofficina. Anche per il fatto che le signorine che vi apparivano facevamo sognare rimanendo nell’anonimato. Noia mortale per i calendari stile max&co con celebrità oliate più di un vassoio da fast-food (e pronte a sgonfiarsi appena clicchi su “Esci da Photoshop”). Il più celebre dei calendari, con illustrazioni che hanno fatto storia, è quello della Pirelli. Purtroppo, la nota multinazionale pare che non annoveri più tra i suoi prodotti pneumatici per biciclette. Proveremo a mettere una buona parola con Afef. E’ un peccato, perché guardate un po’ che storia!

Quello di seguito è un estratto dal sito della Fondazione Pirelli:

«”Cercasi… bambino bruno!”. L’annuncio del concorso aperto a tutti i figli dei dipendenti Pirelli compare sul numero 6 di “Fatti e Notizie”, pubblicato nel giugno 1952. L’annuncio vuole celebrare i trentacinque anni della pubblicità simbolo che, allora, apparteneva alla storia: il bambino bruno che sfreccia in bicicletta, con il vestito tricolore, il fiocco al vento e i Pneus Pirelli. Quel bimbo è Carluccio, figlio della matita di Duccio Codognato, che nel 1917 crea il primo testimonial della pubblicità Pirelli.

Il testo del concorso di riporta alle origini: “35 anni or sono Carluccio, con la scusa di scendere dal cartolaio per comperare un pennino, inforcava la bicicletta avuta in dono a Natale e pedalando velocemente raggiungeva la discesa che porta al mulino.
Poiché a quell’epoca lo ‘scatto libero’ non era ancora generalizzato e si usava la ‘ruota fissa’, Carluccio volle provare l’ebbrezza del volo, desiderando sentirsi quasi staccato da terra.
Sollevò le gambine dai pedali e giù all’impazzata. Proprio in quel momento, passava di lì il pittore Codognato.
L’ispirazione ebbe i suoi frutti immediati e nacque il cartello Pirelli per pneumatici velo che riportava un autentico successo.
Quest’anno ci siamo appostati in fondo alla discesa vicino al mulino, ma Carluccio non passa più. Ora è ragioniere capo di una Banca!”»

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