Scatto fisso. Tendenze o falso movimento?

Marco e Isacco di Fonderie Bici

“Scatto fisso”, come il titolo di Falso Movimento di Wim Wenders, sembra una contraddizione in termini. La prendiamo un po’ alla larga per parlare della bici fixie che, da oggetto d’uso dei primi bike messengers newyorkesi da qualche anno sono diventate un must di una certa cultura “underground”, fino a raggiungere periodicamente, negli ultimi tempi, le riviste patinate. Ora queste bici dalle linee e dalle funzioni essenziali fanno parte di questo circolo. Vizioso o virtuoso? Il fatto di rendere cool un mezzo così basilare, non è male, tanto più se c’è “ciccia” come sembra. Di sicuro è un movimento che invita a metterci le mani, che siano bici a scatto fisso o meno, prendersi cura del proprio mezzo, farci l’occhio e non comprare il primo modello di MTB da supermercato. Per questo ben vengano dunque il fiorire di ciclofficine e di piccoli gruppi di meccanici self-made e creativi, magari con un occhio al lato commerciale della faccenda. Come il duo che ha messo radici tra i sampietrini dissestati di Firenze, strappando un articolo al Corriere Fiorentino. Hanno letteralmente fondato Bici Fonderie, in via della Fonderia, dietro La Fondue (spesso alla creatività piace rimanere latente). Solitamente il risultato è una fusion tra pezzi riciclati (telai) e altri (selle, forcelle, pedali) provenienti da chissà qual negozio e-commerce, mentre il momento più ostico e delicato è sempre quello del fissaggio delle vernici. Queste fixie poi fanno fugaci apparizioni sull’asfalto urbano, così come nelle vetrine di negozi o nei cataloghi dei designer. Andrebbe invece approfondito l’origine italiana del nome Cicli Berlinetta, che in realtà sono ragazzoni tedeschi che hanno montato il loro business di bici vintage e gadget vari a Berlino, spingendo molto anche sulle modelle in posa in abiti da ciclista. Altri come Orco CicliRossignoli di Milano stanno proponendo nel mondo dei pedali le declinazione vintage delle citybike al grande pubblico, curando anche mostre ed eventi.

Bici Berlinetta

Chi ha influenzato chi non conta più di tanto in questo percorso. Ecco allora piccoli marchi che strizzano l’occhio a vecchi marchi, nati artigianali e poi divenuti industria, con Cinelli – sponsor dell’European Cycle Messenger Championships – all’avanguardia a fare da ponte fra le due epoche e tendenze. Anche Olmo èuscita dal mondo degli specialisti per buttarsi nel design essenziale delle fixie, ma a questo punto la lista dei costruttori votatisi alla causa sarebbe lunga. Per farsi un’idea più critica e filologica delle fixie e della bici urbane in genere, basta informarsi seguendo il proliferare di blog informatissimi: Movimento Fisso, Milano Fixed, 10Cento, Ciclistica, DodiciCicli, BiciFissa., Pistamania. Mentre per ciò che concerne la categoria Bike Porn, il sito di riferimento è sicuramente TheFixFixFix.

Come ogni pessimo articolo insegna, la notizia sta in fondo. L’ultima tappa che promette di rivoluzionare questo stile urbano, deve ancora arrivare – in attesa di brevetto – ma è stata già presentata all’ultima Conferenza Internazionale sul Clima di Copenhagen. Il capofila del progetto è niente meno che il Mit di Boston sotto la supervisione di Carlo Ratti; la ciclistica è firmata Cinelli; l’implementazione dell’apparato “ibrido” è sviluppato da Ducati Energia; il cofinanziamento del progetto è del Ministero dell’Ambiente italiano. La Copenhagen wheel era stata annunciata per questa primavera, con un prezzo interessante che non dovrebbe superare i mille euro. Con un design che richiama esplicitamente il mondo delle fixie, si tratta di una bicicletta ibrida sul cui mozzo della ruota posteriore è fissato un gruppo dotato di una batteria elettrica che si ricarica sfruttando la forza inerziale delle frenate. Con la rete bluetooth è possibile avere i dati di base (velocità, km, traffico) sul proprio smartphone fissato sul manubrio, con un’applicazione che dettaglia le informazione del traffico cittadino, smog, ecc. provenienti dal web.

La “ciccia”, dunque, pare esserci. Moda o non moda, il giorno che un ragazzetto, anziché in sella al suo scooter di ordinanza, andrà con la propria bici dalla ragazza sentendosi figo, la battaglia sarà vinta. “Più baci, più bici” recitava la recente pubblicità in stile retrò del Comune di Firenze, nostalgie chic da freni a bacchetta. Noi propendiamo un po’ più per una bad girl come questa, da inseguire più che da scarrozzare in canna. (fonte FlorenceParkingDay Blog)

Una risposta a Scatto fisso. Tendenze o falso movimento?

  1. che sia una moda passeggera o un ritorno poco importa! io dopo le difficoltà iniziali non riesco più a utilizzare le classiche biciclette.

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